Giochino autunnale
Arrivi, le porte si aprono, entri, le porte si chiudono, ti siedi e aspetti il tuo turno. Basta guardarsi attorno, fare meno punti possibile, stare sotto il 100 e rimanere vivo. Sembra facile, ma non lo è.
Omini della terra
Dopo il freddo invernale e le piogge di inizio Primavera, ecco che bastano pochi raggi di sole per vederli spuntare fuori dal nulla in città. A Stoccolma li trovi sempre in prossimità delle fermate della metro o nelle piazze a fare concorrenza ai medicanti.
ESC
Le strade della città sono deserte. I vagoni della metropolitana vuoti. I clienti dei bar e ristoranti pagano in fretta e furia il conto prima delle nove di sera e scappano a casa. Qualche ritardatario rincasa sudato preso da una contagiosa frenesia. Tutti sono incollati al televisore.
Ghiaccio
La squadra di pattinaggio artistico nazionale volteggia sul ghiaccio con precisione e coordinazione invidiabili. Ammiro estasiato i loro movimenti eleganti che seguono l’esercizio provato e riprovato mille volte in allenamento. La loro professionalità e precisione è incredibile. Gli artisti eseguono davanti ai miei occhi piroette perfette, tripli axel fenomenali, avvitamenti da capogiro. Tutto meraviglioso. A bocca aperta assisto a uno spettacolo strepitoso. Non posso far altro che sorridere inebetito e applaudire con entusiasmo.
Sunbusters
Non per molto però. Il vento è giù cambiato e le nubi si riaddensano. È tempo di agire. Dall’acceleratore protonico non autorizzato che portiamo sulle spalle estraiamo il fucile con una mossa in sincrono. Premiamo il tasto d’accensione, indirizziamo il flusso verso l’alto, poco più in alto dell’orizzonte – mai allo zenit, purtroppo – e irradiamo l’obbiettivo.
Movember
Aggiusto un po’, arriccio all’infuori e all’insù con un’abilità che stupisce anche me stesso. Ormai ci ho preso mano e ho appena rifinito dei baffi a manubrio. Vittorio Emanuele II, Buffalo Bill e lo stereotipo dell’uomo messicano sarebbero orgogliosi di me. Mi rendo conto però che non raggiungerò mai Salvador Dalì quindi meglio andare oltre.
Porte in faccia
Mentre ci avviciniamo al gruppo di villette sulla collina, notiamo che i passanti cambiano strada ogni volta che ci vedono. Se chiediamo informazioni qualcuno fa finta di non averci visto e continua a testa bassa guardando il cellulare, altri ci insultano.
Cambio d’aria
Un seme di acero atterra come un elicottero sulla manica del maglione all’altezza dell’avanbraccio. Lo spingo via con un gesto sovrappensiero e un brivido mi percorre la pelle dalla mano alla schiena. Mi sistemo il colletto e scuoto le spalle.
Disegni
Ho dovuto buttare via tutto perché ormai non si poteva più stare in casa. I cassetti esplodevano e strabordavano. Il tavolinetto e il comodino nella camera dei bambini erano ricoperti da fogli colorati. I disegni si infiltravano anche tra i miei documenti e i miei libri. Ogni armadio che aprivo ci trovavo pennarelli e disegni, tanto da sembrare la mitica scena del pane in Fantozzi.
Olimpiadi alternative
Così come le olimpiadi ufficiali a Parigi, anche le mie vacanze in Italia si sono concluse da poco. Per me sono state delle olimpiadi alternative comprendenti discipline che colgono di sorpresa gli espatriati che non sono più abituati alle usanze italiane. Vado a elencarne alcune delle più praticate.








