Anche quest’anno sono passate le giornate dello Studenten. Sono finiti i camion in corteo nelle vie delle città. Sono finite le feste familiari, sono finiti i festini serali dei ragazzi e delle ragazze.

Intorno all’inizio di giugno la Svezia diventa più allegra e più rumorosa. Dovunque si vedono ragazze vestite di bianco e ragazzi in completo e camicia bianca che ridono e cantano, tutti rigorosamente con un cappello bianco alla marinara. Fanno qualcosa d’impensabile nelle tranquille e silenziose città svedesi.

Gironzolano per la città su camion scoperti, ascoltando musica ad alto volume, gridando e bevendo. Spesso i camion sono seguiti da automobili con passeggeri che si sporgono dai finestrini. Sembrano tutti impazziti.

Ma non è così. Come dicevano i latini: «Almeno una volta all’anno è permesso impazzire». E quale migliore occasione dello Studenten?

Ma cos’è lo Studenten? In poche parole si potrebbe liquidare come la fine del ciclo scolastico. È vero, ma è anche una delle tradizioni più gioiose, colorate e seguite del Paese.

Tutto nacque nel 1845 nel corso di un incontro tra studenti a Copenhagen. Gli studenti dell’università di Uppsala decisero di usare un berretto bianco alla marinara, lo studentmössa, per riconoscersi.

Questa idea venne poi ripresa nelle scuole superiori per segnalare il superamento dell’esame di maturità. L’origine di quell’esame risale agli statuti accademici del 1655.

L’esame di maturità venne abolito in Svezia nel 1968, ma lo Studenten è rimasto come una festa gioiosa, senza più la pressione di quell’esame finale.

Negli anni Trenta si cominciò a sfilare sui camion, ballando e spruzzando birra o spumante, e da allora questa tradizione è diventata un incubo per gli automobilisti che devono muoversi in città. Però, alla fine, tutti vengono coinvolti dall’allegria generale e sopportano di buon grado il piccolo disagio.

La giornata dello Studenten ha una sua scaletta molto precisa. Colazione con champagne, poi a scuola per i saluti tra insegnanti e studenti.

L’uscita dalla scuola è spettacolare. Si deve uscire di corsa verso parenti e amici che aspettano con cartelli umoristici e foto del pargolo da piccolo.
Nel primo pomeriggio c’è la festa a casa con parenti, conoscenti e vicini.

La sera, poi, i ragazzi sono liberi e si scatenano.
Una giornata faticosissima per tutti, ma bella, simpatica e molto sentita da giovani e famiglie.

Finito lo Studenten, le giornate sono un po’ più grigie, ma dopo un paio di settimane arriva la festa di Midsommar, che è un’altra esplosione di allegria e coinvolge tutto il Paese.

Massimo Apolloni

(immagine creata con AI)