Rendere il mondo della tecnica e della scienza una scelta naturale anche per le ragazze
Le scelte che influenzano i numeri e la partecipazione.
Le scelte che influenzano i numeri e la partecipazione.
A metà aprile si è tenuto a Stoccolma l’evento annuale di Women in Tech Sweden. Un appuntamento che ogni anno riporta al centro il tema della presenza femminile nel settore tecnologico. Un evento frequentato da molte aziende del settore perché diventato una vetrina che conta in una società sempre più attenta alla diversità e all’inclusione. Le aziende più attente stanno investendo sempre di più in programmi di inclusione: mentorship, politiche di diversity, iniziative per migliorare l’esperienza delle donne nel tech, accesso a ruoli decisionali e molto altro.
Sono tutti interventi necessari, ma arrivano quando molte scelte sono già state fatte.
Se si fa una riflessione attenta ci si rende conto che bisogna influenzare la partecipazione e rendere i numeri più equilibrati molto prima, ed allora cambia tutto perché una maggiore partecipazione delle donne non è solo un obiettivo generico, ma ha effetti profondi sul funzionamento stesso del sistema. Quando i numeri sono più bilanciati e paritari aumenta il senso di appartenenza, la partecipazione diventa naturale e l’inclusione smette di essere vista come uno sforzo continuo. Quindi si deve intervenire molto più presto per influenzare le scelte di domani. Se si guarda ai programmi DEI (programmi di pari opportunità) si vede come gran parte degli sforzi si concentra su ciò che accade all’interno del settore con l’intento di migliorare le condizioni, creare programmi paritari, come attrarre e promuovere i talenti femminili. Tutto importantissimo, ma una parte decisiva del percorso è già stata definita: quella di lavorare nel settore tecnologico. Invece la domanda chiave è un’altra: come influenzare le scelte delle ragazze in età scolastica e fare in modo che scelgano studi e carriera in un ambito tecnico-scientifico?
La selezione quindi inizia molto prima. La scelta di entrare nel tech non si fa al momento della ricerca di un lavoro, comincia molto prima. Nasce quando si costruisce un immaginario positivo, quando si sviluppa la fiducia nelle proprie capacità e su quali opzioni vengono considerate possibili e quali invece vengono scartate a priori. E allora ecco le esperienze di base a scuola e in famiglia: se le discipline scientifiche e tecnologiche non rientrano nel perimetro delle esperienze positive, la scelta non avviene. Il problema non è il talento ma la percezione; se non ci si riconosce in quel contesto, se non si hanno esempi concreti e modelli di riferimento, ecco che quel mondo appare distante e non accessibile e lo si evita.
E dove prendono forma queste percezioni se non nel percorso scolastico, e in che forma? Attraverso il modo in cui vengono presentate le materie tecnico-scientifiche, il tipo di incoraggiamento che le ragazze ricevono quando si avvicinano a queste materie, che tipo di aspettative, anche implicite, vengono definite dal mondo adulto da parte di insegnanti e familiari. Un ambiente che promuove la curiosità e l’esplorazione rende le opportunità accessibili e concrete.
La ricettività degli insegnanti è spesso un fattore determinante nel promuovere l’interesse per le materie tecnico-scientifiche alle allieve e farle sentire a proprio agio, nel cogliere e promuovere iniziative esterne, nell’accompagnarle in un percorso di scoperta che favorisce l’esplorazione e l’appartenenza. E poi influisce anche l’importanza delle connessioni. Per esempio io stessa ho partecipato a un’iniziativa organizzata da un’associazione attiva su questi temi dove un gruppo di studentesse ha potuto entrare in contatto diretto con un’azienda e confrontarsi con professionisti del settore, in questo caso un’azienda di sviluppo giochi molto conosciuta, e visitare gli uffici e provare i giochi. La reazione è stata immediata e positiva, piena di curiosità, di interesse, con la capacità di porre tante domande. Quindi partecipazione attiva, feedback attento, voglia di capire: non è mancato nulla, né capacità, né entusiasmo.
L’interesse non è il problema. Il problema è creare le condizioni perché venga canalizzato in maniera corretta e sia sostenuto nel tempo. Di questo non è responsabile un singolo attore ma è un ecosistema che deve funzionare in maniera armonica: la scuola che apre spazi e integra queste esperienze, gli insegnanti che le valorizzano e le rendono accessibili, le famiglie che incoraggiano, le associazioni del settore che costruiscono opportunità e aiutano la connessione, le aziende che aprono le porte per conferenze, visite, laboratori ed esperienze dirette.
Quando questi elementi si allineano, l’esperienza diventa possibile. E quando l’esperienza diventa possibile, l’interesse si trasforma in scelta.
Come spesso accade è importante che ci siano associazioni del settore dedicate a creare connessioni; accanto a scuole e aziende, esiste un ecosistema articolato di organizzazioni che lavorano su più livelli.
Da un lato, realtà come Women in Tech Sweden, Women in Engineering (IEEE WIE) o Addher contribuiscono a rafforzare la presenza femminile all’interno del settore.
Dall’altro, organizzazioni come Girls in Tech, Technovation e Girls Who Code lavorano direttamente con ragazze in età scolastica, creando esperienze concrete e rendendo il mondo STEM più accessibile.
Da un lato, realtà come Women in Tech Sweden, Women in Engineering (IEEE WIE) o Addher contribuiscono a rafforzare la presenza femminile all’interno del settore.
Dall’altro, organizzazioni come Girls in Tech, Technovation e Girls Who Code lavorano direttamente con ragazze in età scolastica, creando esperienze concrete e rendendo il mondo STEM più accessibile.
L’obiettivo comune è rendere il settore tech una scelta naturale per le ragazze alla fine del corso degli studi. Gli interventi precoci per interessare le ragazze al mondo della scienza e della tecnica e farle sentire a proprio agio sono il punto di inizio che cambia tutta la prospettiva. Rendono i numeri più equilibrati, cambiano le dinamiche di gruppo e i processi decisionali (che diventano più paritari) e creano più opportunità di settore per tutti, uomini e donne.
Antonella Aulita
(immagine generata con AI)

