Negli ultimi mesi si è acceso un dibattito sempre più vivace sull’impatto dell’Intelligenza Artificiale su Agile, uno degli approcci più utilizzati nello sviluppo di software e prodotti digitali. C’è chi sostiene che l’AI lo stia rendendo obsoleto e chi, al contrario, ritiene che i suoi principi siano oggi ancora più importanti.
È un dibattito interessante, ma mi chiedo se sia davvero la questione giusta.
Perche´ il punto non è se l’AI stia rendendo Agile obsoleto. La domanda più interessante è probabilmente come si stia evolvendo il processo di sviluppo di prodotti digitali nell’era dell’AI.
L’AI sta accelerando enormemente la realizzazione del software, a partire dalla generazione del codice. Possiamo creare prototipi in tempi molto ridotti, testare idee più rapidamente ed esplorare contemporaneamente più ipotesi. Questa è probabilmente la più grande opportunità che abbiamo oggi: non solo realizzare software più velocemente, ma poter sperimentare molto più velocemente ipotesi multiple.
Ma proprio questa accelerazione cambia il peso relativo delle diverse pratiche di svilippo dei prodotti digitali .
Più aumenta la velocità di esecuzione, più aumenta il valore della direzione. Perché quando le possibilità si moltiplicano, decidere cosa costruire diventa ancora più importante della capacità di costruirlo e anche i processi di base.
Strategia e Visione del prodotto, Discovery, Feedback continui dai clienti e decisioni guidate dai dati aiutano a indirizzare i team e a comprendere perché stanno costruendo un certo prodotto, quale problema vale davvero la pena risolvere e quali ipotesi meritano di essere validate.
La capacità di realizzare software più velocemente deve quindi essere accompagnata dalla capacità di prendere decisioni migliori e guidare i team nella direzione giusta.
L’aspetto forse più interessante è che l’AI non accelera soltanto la realizzazione del software. La possibilità di creare prototipi in tempi rapidissimi e di testare più ipotesi in parallelo ci permette di imparare più velocemente, anche dagli errori.
Ma questo vantaggio esiste solo se la sperimentazione è guidata da una chiara Visione del prodotto e da un efficace processo di Discovery. Altrimenti il rischio è semplicemente quello di sperimentare di più, senza necessariamente imparare di più. O, peggio ancora, di costruire il prodotto sbagliato solo più velocemente.
Per questo motivo credo che il vero dibattito non riguardi tanto Agile in sé.
Riguarda piuttosto il modo in cui stanno evolvendo le pratiche di sviluppo del prodotto nell’era dell’AI. La vera sfida probabilmente non è realizzare software più velocemente ma imparare più velocemente, mantenendo una visione e una direzione chiara sul prodotto e sul valore che vogliamo creare.
Antonella Aulita
(immagine creata con AI)

